MARIJUANA

La cannabis è una sostanza che solitamente si fuma, ma può essere anche ingerita sia in abbinamento con dei cibi, sia sotto forma di infuso (the). Gli effetti ricercati sono l’aumento delle percezioni sensoriali, la dilatazione del tempo trascorso che variano a seconda delle modalità di assunzione, raggiungendo l’apice nell’arco di un’ora. La cannabis provoca una intensificazione della percezione dei rapporti con gli altri: maggiore solidarietà in un gruppo nel quale ci si sente bene, paranoia se si sta con gente che già non piaceva prima. In oltre ha un effetto disintegrante nei rapporti formali e gerarchici che vengono mal sopportati. Sebbene non sia stata dimostrata con certezza l’esistenza di una sindrome demotivazionale, è però vero che si rischia di non valorizzare o non gustare la vita da “regolari” e di cercare di vivere I momenti ricreativi sempre ” fumati”, in particolar modo se si appartiene ad un gruppo in cui si fuma spesso. Gli effetti sull’apparato respiratorio sono paragonabili a quelli causati dal tabacco; il sistema immunitario risulta essere depresso e a dosi elevate si possono verificare effetti spiacevoli e indesiderati come manie di persecuzione o piccole paranoie. Si possono avere tachicardia, mal di testa o senso di pesantezza. Queste sostanze, pur rientrando fra le droghe così dette “leggere” hanno comunque bisogno di alcune attenzioni. Dosi elevate aumentano il rischio di effetti negativi come la sindrome detta “collasso”: si diventa pallidi, si hanno sudori freddi, capogiri e nausea.